DISAGIO GIOVANILE E DIFFICOLTA’ SCOLASTICHE

DISAGIO GIOVANILE E DIFFICOLTA’ SCOLASTICHE

L’adolescenza è una fase importante all’interno del processo di crescita, generalmente riferibile al periodo di sviluppo compreso tra gli 11 e i 18 anni, a cavallo tra la fine dell’infanzia e l’inizio dell’età adulta. Tuttavia, soprattutto in relazione a diverse difficoltà psicologiche, può essere preso in considerazione un arco di tempo più ampio (fino ai 25 anni di età), definito “tarda adolescenza”.

Il periodo adolescenziale è una fase di vita indubbiamente critico caratterizzato da rilevanti cambiamenti personali sul piano fisico, psicologico e sociale. Le regole, i ruoli e le abitudini familiari spesso devono essere riconsiderate per favorire una sana espressione dei bisogni dell’adolescente e favorire la crescita della sua autonomia personale. In questo periodi di vita l’adolescente costruisce e definisce la propria identità psicologica (affettiva, sessuale, scolastica, ecc.), si delineano le caratteristiche di personalità, ci si comincia a differenziare dagli altri nel confronto con essi, stabilendo confini e ruoli.

disagio adolescenziale

L’adolescenza è caratterizzata essenzialmente da:

Maturazione fisica: sviluppo a livello fisico e sessuale (es. modificazioni ormonali, crescita della peluria, cambiamento della voce, crescita del seno e menarca per le ragazze, ecc.). Ciò determina una modificazione della propria immagine corporea.

Maturazione psicologica: aumento delle emozioni e sviluppo della capacità di gestione, definizione delle caratteristiche di personalità e formazione dell’identità personale nei suoi vari aspetti. Definizioni dei confini e dei ruoli nel confronto con gli altri. I numerosi cambiamenti sul piano psicologico, determinano spesso il conflitto interiore, tra il sentirsi ancora bambino e diventare adulto che genera disagio nel provare paura, ansia o preoccupazione e nell’incapacità di gestire tali emozioni. Ciò può far sentire l’adolescente solo, incompreso e fragile e spingerlo verso una chiusura nei confronti del mondo sociale ritenuto troppo difficile da affrontare. Da qui possono nascere comportamenti di dipendenza nei confronti di vari oggetti (es. droghe, alcol, gioco, cibo, internet, videogames, ecc.) sintomo del disagio giovanile.

Soprattutto nel contesto familiare appare evidente la necessità di stabilire confini più permeabili, in quanto il genitore non rappresenta più l’unica fonte di regole e valori poiché l’adolescente inizia a far parte di nuovi sistemi sociali (gruppi di amici e pari). Inevitabilmente si generano conflitti tra il sistema valoriale familiare e il nuovo sistema che l’adolescente costruisce nel corso delle relazioni amicali. problemi familiari In tal senso i genitori spesso percepiscono di perdere “autorità” sui figli e di non riuscire più ad esercitare il ruolo genitoriale come un tempo; da qui la fase di conflitto tra genitori e figli adolescenti. Il bisogno adolescenziale di trasgredire è del tutto sano poiché finalizzato alla crescita e alla propria messa alla prova, ciò genera continui scontri e negoziazioni con gli adulti che aiutano l’adolescente a testare le proprie capacità e ad infrangere regole comportamentali acquisite per sperimentare nuovi comportamenti in autonomia.

conflitti familiari

Tuttavia, in alcuni casi l’adolescente può sperimentare e consolidare comportamenti, che da inizialmente solo trasgressivi, diventano disfunzionali e a rischio per la salute come ad esempio l’uso di droghe o di alcol, attività sessuali non protette, isolamento nel mondo di internet, ecc., costituendo segnali di disagio giovanile. Questi comportamenti a rischio possono talvolta rappresentare le uniche strategie che l’adolescente, influenzato dal contesto sociale, riesce ad attuare per ottenere momentanee e illusorie sensazioni di benessere alleviando il proprio senso di vuoto, solitudine e disagio emotivo. Anche la presenza di marcata ansia o tristezza costituiscono potenziale indice di disagio che spesso esprimono la mancanza di sostegno emotivo, riconoscimento personale e di ascolto. La mancanza di fiducia in sé e negli altri e l’impossibilità o l’incapacità di esprimerla può generare frustrazione che conduce a scoppi di aggressività o rabbia e all’assunzione di atteggiamenti provocatori.

Per tale ragione, in alcuni casi è utile o addirittura necessario richiedere l’intervento psicologico al fine di comprendere i bisogni psicologici dell’adolescente e la natura del conflitto soprattutto all’interno della famiglia, che necessita di un sostegno e di una guida professionale nella gestione della relazione con il figlio e nella comprensione delle dinamiche psicologiche sottostanti. In molti casi è importante guidare il genitore verso l’assunzione di comportamenti sani che favoriscano il riconoscimento dell’identità e dei bisogni dell’adolescente.

L’intervento psicologico da parte dei genitori può dunque essere chiesto sia per affrontare aspetti cognitivi, emotivi e comportamentali riconducibili ad una condizione di disagio giovanile (clicca qui per approfondimenti) del proprio figlio, sia per ricevere supporto in relazione alle difficoltà scolastiche (clicca qui per approfondimenti) di quest’ultimo, o per entrambi gli aspetti. Inoltre, l’intervento psicologico può focalizzarsi su problematiche specifiche connesse all’universo scolastico, quali ad esempio il bullismo (per un ulteriore approfondimento sul tema del bullismo clicca qui), l’inserimento in una nuova scuola, il rapporto difficoltoso con gli insegnanti, l’ansia da prestazione, ecc. Pertanto, il percorso di consulenza psicologica può essere orientato verso svariati obiettivi quali ad esempio:

bullismo

  • Programmazione di obiettivi educativi e formativi personalizzati;
  • L’apprendimento di strategie finalizzate al miglioramento del rendimento scolastico;
  • Al sostegno psicologico per la risoluzione di una condizione di disagio o sofferenza;
  • Allo sviluppo di capacità comunicative e relazionali;
  • Allo sviluppo della capacità di riconoscimento e gestione delle emozioni;
  • Alla diminuzione dell’ansia da prestazione che interferisce con il rendimento scolastico;
  • All’incremento dell’autostima, della motivazione, dell’autoefficacia e della responsabilità;
  • Alla crescita personale in termini di cambiamento evolutivo positivo.